Un fenomeno molto peculiare è emerso nelle prime due giornate della nuova stagione di Serie A: in tutte le 18 partite di Serie A di entrambe le giornate, nessun arbitro capo è andato al monitor per una revisione in campo (OFR), e il VAR ha eseguito solo controlli silenziosi. Gli ufficiali di gara Orsato e Messina stanno implementando nuovi standard di utilizzo del VAR, intendendo ottimizzare il ritmo di gioco.

La riforma ha già mostrato risultati, con un aumento significativo del tempo di gioco effettivo nella prima giornata rispetto all'anno scorso. Il tempo di gioco effettivo medio ha raggiunto 58 minuti e 17 secondi, mentre era di soli 54 minuti e 20 secondi nella prima giornata della scorsa stagione. Le interruzioni di gioco sono diminuite e i giocatori si rialzano rapidamente per riprendere il gioco dopo una caduta. Molti allenatori hanno espresso approvazione per questo cambiamento. D'altra parte, il fatto che il VAR intervenga a malapena nelle decisioni in campo ha scatenato un'ampia discussione.
Nuovo standard arbitrale: correggere solo errori chiari e lampanti, i contatti normali non vengono più fischiati.
Questa filosofia arbitrale è nata dalla UEFA e viene implementata da Orsato e Messina. L'idea centrale è molto chiara: il VAR interviene solo quando c'è una decisione errata grave, visibilmente chiara e innegabile; il semplice contatto fisico non costituisce fallo. La squadra arbitrale spera che gli arbitri in campo osino prendere decisioni e migliorino l'autorità delle loro sentenze.
Secondo le nuove regole, il VAR ha scelto di rimanere in silenzio su incidenti controversi in molte partite. Il VAR non ha richiesto all'arbitro capo di rivedere il sospetto fuorigioco sul gol di Berardi per il Sassuolo contro il Torino, il contatto del difensore della Fiorentina Drăgușin in area di rigore, o l'intreccio tra Araibegović e Keita in area di rigore durante Juventus contro Parma. Alti funzionari hanno spiegato la partita della Juventus: Keita ha allungato la gamba, ma il piede del difensore era ben piantato, quindi non c'è stato fallo, e la non-intervenzione del VAR è stata ritenuta la decisione corretta.
L'opinione pubblica si è polarizzata: l'anno scorso il VAR era eccessivamente prominente, ora i tifosi sentono la mancanza dei replay video.
Rispetto alla scorsa stagione, ci sono state 4 revisioni al monitor in campo solo nella seconda giornata di Serie A. L'anno scorso, i critici esterni si lamentavano del VAR che interrompeva frequentemente le partite e fischiava falli banali; questa stagione, tuttavia, è andata all'estremo opposto, con zero OFR in due giornate di Serie A, portando molti tifosi e media a credere che il VAR sia quasi "scomparso".
Vale la pena notare che questa regola si applica solo alle partite di Serie A, e gli arbitri vanno ancora al monitor video per le revisioni in Serie B. La squadra arbitrale della Serie A ammette che la riforma necessita di un periodo di aggiustamento, e l'obiettivo è trovare un equilibrio, sia per evitare un intervento eccessivo nelle partite sia per non permettere che gravi errori di valutazione rimangano incorretti.
Tradotto dall'IA.
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