Secondo l'organo di stampa italiano Calcio e Finanza, c'è un nuovo sviluppo nella controversia che circonda l'elezione di Giovanni Malagò a presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). La Camera congiunta della Corte Federale d'Appello della FIGC ha respinto il ricorso presentato dall'avvocato Renato Miele. Tuttavia, questa sentenza non significa che la questione dell'iscrizione incompleta di Malagò presso la FIGC al momento della sua candidatura sia stata definitivamente risolta.

Miele aveva in precedenza presentato ricorso contro una decisione della Corte Federale Nazionale della FIGC. La Corte Federale Nazionale aveva già respinto la sua obiezione ai risultati delle elezioni presidenziali della FIGC tenutesi il 22 giugno di quest'anno.
Miele non solo contestava l'elezione di Malagò a presidente della FIGC, ma sollevava anche obiezioni sulla documentazione preliminare e successiva rilevante per il processo elettorale, inclusi i verbali della riunione della commissione di ammissibilità, l'ammissibilità dei candidati e il rifiuto di concedergli accesso ai documenti relativi alla candidatura di Malagò.
Ora, la Corte d'Appello ha nuovamente respinto il ricorso di Miele. Ciò significa che, almeno in questa specifica procedura giudiziaria della FIGC, l'esito delle elezioni del 22 giugno, che hanno visto Malagò diventare presidente della FIGC, rimane valido.
In realtà, la controversia legale di Miele relativa a queste elezioni è iniziata ancor prima del voto. Nel giugno di quest'anno, la Corte Federale d'Appello aveva già respinto i suoi ricorsi riguardanti la sua esclusione come candidato e l'ammissione di Malagò e Giancarlo Abete come candidati.
All'epoca, Miele aveva chiaramente sollevato la questione dell'iscrizione incompleta di Malagò presso la FIGC al momento della presentazione della sua domanda di candidatura, citando l'articolo 29 dello Statuto della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Tuttavia, la questione più cruciale al momento è quale impatto avrà questa sentenza sulla controversia riguardante l'iscrizione incompleta di Malagò presso la FIGC al momento della sua candidatura. In realtà, questa non rientra interamente nella stessa procedura legale dei ricorsi contro il processo elettorale stesso.
Il rigetto del ricorso di Miele è senza dubbio un risultato favorevole per Malagò nell'affrontare le questioni sulla legalità del processo elettorale, ma non significa necessariamente che la magistratura abbia emesso una sentenza definitiva su come dovrebbero essere interpretati i requisiti di idoneità all'iscrizione.
Nella relativa udienza di giugno, la Corte Federale d'Appello non si è in realtà pronunciata nel merito sulla presunta inidoneità di Malagò a causa dell'iscrizione incompleta.
All'epoca, la corte ha ritenuto che, poiché lo stesso Miele non era stato ammesso come candidato, gli mancavano la legittimazione e l'interesse legale necessari per contestare l'idoneità degli altri candidati. Per questo motivo, la questione dell'inidoneità di Malagò è stata ritenuta non meritevole di ulteriore revisione nel merito.
Nel frattempo, l'indagine avviata dalla Procura Federale della FIGC sulla questione dell'iscrizione di Malagò rimane una procedura indipendente e non si è ancora conclusa.
Secondo gli esiti preliminari dell'indagine, i controlli pertinenti hanno confermato che Malagò non aveva completato la sua iscrizione presso la FIGC al momento della presentazione della sua domanda di candidatura. Tuttavia, il Procuratore Federale Giuseppe Chinè aveva precedentemente presentato una richiesta di archiviazione basata sulla sua interpretazione dello Statuto della FIGC.
Secondo questa interpretazione, la formulazione "l'idoneità all'iscrizione è conforme ai regolamenti" nello Statuto non significa necessariamente che il candidato debba già essere iscritto alla FIGC al momento della presentazione della domanda, bensì richiede che coloro che già sono iscritti rispettino i regolamenti di iscrizione pertinenti. Questa interpretazione si basa anche su precedenti che coinvolgono altri funzionari della FIGC.
Tuttavia, la Procura Generale dello Sport del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, guidata da Ugo Taucer, ha precedentemente rigettato la richiesta di archiviazione di Chinè e gli ha invece ordinato di fornire ulteriori chiarimenti.
Pertanto, l'indagine sull'idoneità all'iscrizione di Malagò è attualmente in corso e continuerà indipendentemente dal ricorso di Miele alla Corte Federale d'Appello.
Questa sentenza contribuisce a stabilizzare la struttura di governo della FIGC, ma in questa fase non può essere considerata la conclusione definitiva della controversia sulla candidatura di Malagò. Se avrà ulteriori ripercussioni sulla sua presidenza dipenderà dagli sviluppi successivi delle procedure pertinenti nella giustizia sportiva del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Tradotto dall'IA.
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