Giovanni Malagò, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, è recentemente apparso in un programma della TV di stato italiana, dove ha approfondito il percorso di rinascita della nazionale italiana, la naturalizzazione dei talenti e i bilanci operativi della federazione. Ha esplicitamente dichiarato che gli Azzurri non dovrebbero accontentarsi di qualificarsi per la Coppa del Mondo FIFA, ma devono guardare al lungo termine per ricostruire la competitività nel calcio.

Malagò ha iniziato ripercorrendo la situazione della nazionale italiana ai Mondiali FIFA nel corso degli anni: "Dalla vittoria contro la Francia nella finale della Coppa del Mondo FIFA 2006, non siamo riusciti ad affermarci nelle fasi a eliminazione diretta della Coppa del Mondo FIFA. Il calcio italiano non può assolutamente fare della qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA il suo unico obiettivo, o smettere di andare avanti una volta completato il compito minimo". Ha sottolineato che per far tornare il calcio italiano ai vertici mondiali, deve costruire un sistema di sviluppo a lungo termine, concentrandosi sulle nuove e vecchie generazioni di giocatori.
Riguardo al recente e discusso tema del centrocampista del Cagliari Alessandro Romano che si è naturalizzato con successo e ha scelto di giocare per l'Italia, Malagò lo ha confermato e ha rivelato gli sforzi dietro a ciò. "La scelta finale di Romano per l'Italia è inseparabile dalla continua promozione e dagli sforzi di Ranieri e Mancini". Ha anche rivelato che la federazione sta sistematicamente avanzando nella selezione dei talenti, con diversi giovani giocatori con doppia cittadinanza attualmente idonei a rappresentare l'Italia, e i relativi sforzi di reclutamento stanno progredendo costantemente.
Discutendo l'idea centrale dietro la rinascita del calcio italiano, Malagò ha dichiarato che il compito principale è ricostruire la fiducia esterna negli Azzurri. "Dobbiamo costruire una nazionale competitiva e con un nuovo volto per invertire le situazioni negative passate e ricostruire la fiducia del pubblico. Le partite di calcio sono piene di variabili, ma non dobbiamo mai permettere che una sconfitta inaspettata in una singola partita causi un'altra dolorosa uscita e rimpianto".
Infine, Malagò ha parlato francamente e pragmaticamente del codice professionale non scritto per la posizione di presidente della federazione calcistica: "C'è una regola non scritta nel calcio, che non so se sia assolutamente ragionevole, ma ogni presidente della federazione calcistica ha seguito questo principio: la qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA è il minimo assoluto. Se anche questo obiettivo di base non può essere raggiunto, dovrei accettare le regole di gestione stabilite per i miei predecessori". Questa dichiarazione dimostra anche la ferma determinazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio a competere per la Coppa del Mondo FIFA e a ripristinare la sua gloria.
Tradotto dall'IA.
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