Secondo "Il Messaggero", dopo che le questioni della nazionale si sono gradualmente stabilizzate, il presidente della FIGC Giovanni Malagò si sta preparando ad affrontare un'altra questione cruciale nel calcio italiano: la riforma del sistema arbitrale.

Secondo quanto riportato, questa riforma è stata un'iniziativa chiave promossa dall'ex presidente della FIGC Gravina, che non è riuscito a completarla per varie ragioni. Ora il compito è stato affidato al nuovo presidente della FIGC, Malagò.
Attualmente l'Associazione Italiana Arbitri (AIA) sta attraversando un vuoto di leadership. L'ex presidente dell'AIA Antonio Zappi si è dimesso dopo la conclusione di un periodo di sospensione di 13 mesi, lasciando l'associazione senza un leader ufficiale per diverse settimane. Con l'inizio ufficiale del mandato di Malagò, la riforma del sistema arbitrale è stata rimessa all'ordine del giorno.
Per il momento Malagò ha mantenuto temporaneamente gli assetti precedenti, con il Consiglio Nazionale responsabile degli aggiustamenti del personale nel dipartimento tecnico, inclusa la nomina di Daniele Orsato a capo della Commissione Arbitri Nazionale (CAN) per Serie A e Serie B, e di Domenico Messina come direttore tecnico, un ruolo creato lo scorso luglio. Questo assetto influenzerà anche le elezioni presidenziali dell'AIA previste per ottobre.
Si prevede che l'attuale vice presidente facente funzioni Francesco Massini e l'ex arbitro Narciso Pisacreta si candideranno alle elezioni presidenziali dell'AIA, fissate per il 10 ottobre. Anche l'ex designatore degli arbitri di Serie A e Serie B Gianluca Rocchi potrebbe candidarsi. Rocchi in precedenza si era dimesso dai suoi incarichi a causa di un'inchiesta della Procura di Milano, che ora è stata conclusa. Tuttavia, Rocchi non ha ancora preso una decisione definitiva e potrebbe anche staccarsi temporaneamente dall'ambiente calcistico.
Il principale compito del nuovo presidente dell'AIA sarà restaurare la credibilità dell'associazione e potenzialmente promuovere riforme del sistema elettorale. Il modello elettorale attuale è da tempo criticato perché ritenuto non rappresentativo degli arbitri di base. Inoltre, una maggiore separazione tra la gestione tecnica e quella politica sarà un'altra direzione della riforma, e la creazione della figura di direttore tecnico rappresenta un primo passo verso questo obiettivo.
La questione più critica rimane la ristrutturazione complessiva del sistema arbitrale, che richiede il coinvolgimento della FIGC.
Per la comunità arbitrale, il requisito centrale non negoziabile è mantenere l'autonomia. Allo stesso tempo, gli arbitri auspicano anche maggiori risorse, miglioramento del professionismo e un sistema di sviluppo più completo.
La precedente proposta di riforma di Gravina non è stata approvata dall'AIA. Quella proposta, basata sul modello del PGMOL (l'organo degli arbitri professionisti inglesi), prevedeva l'istituzione di un'entità giuridica privata interamente di proprietà della FIGC ma operante indipendentemente dall'AIA, incaricata di gestire gli arbitri di Serie A e Serie B.
Secondo il piano originale, la nuova istituzione avrebbe avuto un consiglio di amministrazione indipendente, un bilancio dedicato e avrebbe promosso il professionismo degli arbitri, inclusi contratti a tempo determinato, stipendi fissi e diritti di immagine. Inoltre, i designatori degli arbitri sarebbero stati selezionati sulla base di criteri professionali anziché essere influenzati da relazioni politiche interne all'AIA.
Tuttavia, la comunità arbitrale non si oppone al professionismo in sé, ma teme che il modello di governance potrebbe indebolire la sua autonomia. Gli arbitri credono che se il sistema arbitrale fosse completamente controllato dall'associazione calcistica, o persino influenzato dalle leghe professionistiche, ciò potrebbe minacciare l'indipendenza dell'arbitraggio.
Pertanto, la sfida maggiore che Malagò e il futuro presidente dell'AIA dovranno affrontare è trovare una soluzione equilibrata che garantisca l'autonomia tecnica e organizzativa dell'associazione arbitrale, offrendo al contempo maggiori risorse e opportunità di sviluppo attraverso riforme di professionalizzazione. Sarà una tipica sfida di coordinamento politico e riforma istituzionale.
Traduzido por IA.
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