Ora di Pechino (CEST) 30 giugno, Matteo Darmian ha lasciato la squadra dopo la scadenza del suo contratto, e l'Inter lo ha ufficialmente salutato.

L'Inter saluta Darmian: Grazie di tutto, Matteo!
Il difensore ha concluso la sua carriera nerazzurra dopo sei stagioni con il club e la conquista di nove trofei.
Sei anni, costruendo insieme qualcosa di bello, qualcosa destinato a durare. Sei stagioni, piccoli tasselli – forse impercettibili a prima vista, ma che insieme formano un bellissimo mosaico. Questi mattoni sono costruiti con duro lavoro, dedizione, altruismo e sacrificio. Per chi ama l'Inter, amare Matteo Darmian è facile: è il giocatore preferito di ogni allenatore, un leader silenzioso nello spogliatoio, un compagno sempre pronto a fare un passo in più, mai a lamentarsi ma a incoraggiare, sempre pronto in qualsiasi momento, in qualsiasi posizione.
Matteo è intelligente; sa vedere gli spazi in campo e leggere gli avversari. È facile apprezzare la versatilità di Matteo Darmian e ammirare la sua adattabilità senza lamentele e le sue prestazioni costanti in campo. Dal suo arrivo all'Inter alla fine dell'estate 2020, ha ricoperto quasi ogni ruolo difensivo: terzino destro e sinistro, difensore centrale largo, e persino difensore centrale in emergenza – sempre con lo stesso sguardo, sempre con la stessa voglia di dare il massimo. Queste qualità lo rendono, ai nostri occhi, un amico su cui possiamo sempre contare, quello che non rifiuta mai, quello che amerai a prescindere, perché sai che c'è sempre. Il ragazzo che corre più degli altri, il ragazzo che non si tira mai indietro.
Non ha potuto vivere la passione di uno stadio di San Siro gremito fin dall'inizio, né assaporare il vero gusto di una serata di Champions League a San Siro nel suo debutto contro il Borussia Mönchengladbach con la maglia nerazzurra. Le restrizioni dovute al COVID-19 nella stagione 2020/21 gli hanno fatto perdere due assordanti ovazioni d'amore – quando ha usato due gol decisivi per firmare il suo nome per il 19° scudetto dell'Inter nella storia del club.
Questi due gol testimoniano la capacità di Darmian di leggere il gioco, capire la tattica ed essere al posto giusto: 1-0 Cagliari, 1-0 Verona, entrambi i gol provenienti da una corsa sulla sinistra, assestando con calma un colpo fatale nell'area piccola. Questi due gol sono stati cruciali per il suo primo scudetto personale e la sua prima vittoria con la maglia nerazzurra – una maglia che è diventata sempre più sua anno dopo anno, e alla fine ha guadagnato gli applausi e gli incitamenti che ha sempre meritato.
Matteo Darmian non è sempre stato il più appariscente, ma ha dato tutto per sei gloriosi anni all'Inter. 218 presenze, 13 gol, 13 assist, 3 scudetti, 3 Coppa Italia, 3 Supercoppe italiane. È un esempio di leadership, mentalità vincente e dedizione. Ha un profondo legame con la famiglia nerazzurra – nel giorno della celebrazione del campionato contro il Verona, quando il suo numero 36 è apparso sul tabellone elettronico del quarto uomo, l'intero stadio si è alzato per rendergli omaggio. È stato un applauso lungo e commovente, una vera espressione d'amore, un giusto riconoscimento per le sue innumerevoli corse e sovrapposizioni, cross e inserimenti, tackle e blocchi, e ogni volta che ha difeso l'onore della maglia dell'Inter nel corso degli anni. Darmian si è commosso in quel momento, battendosi il petto e salutando lo stadio, e anche noi ci siamo commossi per la fine di questa lunga, leale e vittoriosa storia d'amore.
Grazie, Matteo: è stato bello vincere insieme!
Tradotto dall'IA.
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