Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il piano di Andrea Pirlo per allenare la nazionale italiana non si è ancora concretizzato, e la sua nomina è sotto esame da ogni parte dopo la controversia che circonda la piattaforma di scommesse russa Fonbet. Pirlo deve anche risolvere i suoi problemi contrattuali con la Sampdoria, e la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha tirato il freno.

I dubbi e il freno della FIGC

Malagò deve proteggere Maldini e Leonardo senza però abbandonare l'idea di creare un nuovo progetto calcistico italiano, ma anche senza andare contro l'accordo interno della FIGC che ha portato alla sua elezione, evitando così la possibilità di essere posto sotto amministrazione. La scelta dell'allenatore deve essere attentamente ponderata.

Per inciso, la Federazione Italiana Giuoco Calcio non è proprietà privata come i club di Serie A. A differenza di altre organizzazioni affiliate al CONI, la FIGC è l'unica associazione in cui un singolo esito potrebbe scatenare un'ampia turbolenza; altrimenti, Gravina non si sarebbe dimesso dopo la sconfitta contro la Bosnia ed Erzegovina. La squadra italiana, avendo perso tre Mondiali consecutivi, ha bisogno di certezze.

Il rifiuto di Guardiola ha tolto il sonno a Malagò e lo ha colpito significativamente, portandolo a decidere di rallentare le cose. Le discussioni sono ancora in corso. Ieri non ha chiamato Pirlo, né ha dato il via libera a Maldini e Leonardo per definire la questione. Pirlo ha ancora un contratto con il suo club, e la Federazione Italiana Giuoco Calcio non condurrà negoziati paralleli in anticipo: se vogliono davvero procedere, lui deve prima rescindere il contratto e poi negoziare. Questo richiede che egli rescinda prima il contratto con la Sampdoria e ponga fine alla sua collaborazione finanziaria con lo sponsor russo.

Almeno per ora, Pirlo deve "uscire", ma le prospettive sono incerte. Pirlo suscita polemiche politiche. Ieri, il tema Fonbet ha suscitato scalpore a livello politico. Livio Berruto, portavoce sportivo del Partito Democratico ed ex allenatore della nazionale italiana maschile di pallavolo, ha rilasciato una dichiarazione forte: "Né io né il Partito Democratico scenderemo mai a compromessi sull'uso delle scommesse sportive o sulla loro pubblicità. È un marchio russo, il che acuisce ulteriormente la polemica. Spero sinceramente che, se Pirlo diventerà davvero il commissario tecnico della nazionale, la prima cosa che farà sarà rinunciare a questo ruolo per risolvere l'imbarazzo. Ricopre una carica pubblica che gli impone di agire in modo esemplare."

Carlo Calenda, leader di Azione, ritiene che questo non sia sufficiente: "Chi ha promosso la Russia, o era solito promuovere la Russia, dopo il conflitto del 2022 non dovrebbe ricoprire una posizione nazionale."

Ignazio La Russa, Presidente del Senato, ha espresso scetticismo dal punto di vista di un tifoso: "Dio ci aiuti." Anche Matteo Renzi era entusiasta di Guardiola: "Conosco Guardiola e per un momento ci ho creduto." I dubbi di Malagò esistono certamente. Maldini continuerà a spingere per la nomina di Pirlo, ma la posizione dell'ex allenatore italiano è già precaria. Thiago Motta e Palladino sono gli altri due nella "shortlist" dei giovani allenatori. I due veri contendenti, Mancini e Conte, sono ancora in attesa di notizie. Mancare un'altra occasione così palese sarebbe troppo costoso.

Tradotto dall'IA.

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