Il Tribunale di Primo Grado di Madrid ha respinto la causa del Real Madrid contro LaLiga riguardo ai criteri per la distribuzione dei ricavi derivanti dall'impatto sociale, e ha condannato il Real Madrid a sostenere le spese legali.

Il Tribunale Civile n. 26 di questo tribunale ha emesso la sentenza n. 206/2026 il 23 luglio, respingendo la causa intentata dal Real Madrid Club de Fútbol contro LaLiga e condannando il club attore a pagare le spese legali. La causa mirava a dichiarare nullo e non valido l'accordo sui criteri di distribuzione dei ricavi audiovisivi sotto il concetto di impatto sociale, che era stato approvato dall'Assemblea Generale de LaLiga il 4 agosto 2023.
La sentenza sostiene la posizione de LaLiga, rilevando che l'accordo non viola la legge, in quanto è stato approvato nell'ambito dell'autorizzazione esplicita dell'articolo 5.4 del Regio Decreto Legge 5/2015. Tale accordo era stato precedentemente approvato dall'organismo di vigilanza per la gestione dei diritti audiovisivi e successivamente ratificato dall'Assemblea Generale de LaLiga con la maggioranza assoluta di due terzi legalmente richiesta.
Il sistema approvato mantiene i criteri basati sugli indici di ascolto per la componente di impatto sociale, mentre un'altra componente è legata all'entità della cooperazione volontaria dei club in azioni volte a migliorare il prodotto audiovisivo, tenendo conto anche degli indicatori di ascolto.
La sentenza ha respinto i principali argomenti della causa. Il tribunale ha ritenuto che il Regio Decreto Legge 5/2015 concede l'autorità per stabilire questi criteri di distribuzione agli organi di governo delle rispettive leghe, soggetti solo ai limiti quantitativi stabiliti dal decreto stesso. La sentenza ha inoltre rilevato che il legislatore non ha fornito una definizione restrittiva di "risorse generate dalla commercializzazione delle trasmissioni televisive" né ha stabilito che tali criteri debbano essere limitati esclusivamente agli indici di ascolto. Inoltre, la sentenza ha riconosciuto che il sistema adottato da LaLiga è incentivante e basato sulla partecipazione volontaria, e quindi non priva i club della proprietà o del diritto di sviluppare individualmente i loro diritti audiovisivi non soggetti a trasferimento obbligatorio. Il tribunale ha anche escluso l'esistenza di abuso di diritto, argomentando che l'accordo è stato approvato dall'organo competente con la maggioranza statutaria, e il suo scopo e funzionamento sono ben giustificati. Infine, la sentenza ha sottolineato che il Real Madrid non ha fornito prove tecniche a sostegno delle perdite economiche specifiche dichiarate nella sua causa.
La via penale era stata precedentemente respinta. Prima di questa causa civile, il Real Madrid aveva presentato denunce penali contro LaLiga e il suo presidente, accusando reati di grave abuso di fiducia, grave appropriazione indebita, imposizione di accordi abusivi e corruzione privata. Questa denuncia è stata dichiarata inammissibile dal Tribunale Istruttorio Centrale n. 4 il 13 settembre 2023. Successivamente, la Terza Sezione della Divisione Penale dell'Audiencia Nacional ha confermato questa decisione, rilevando che l'accordo non costituiva alcun reato penale. Dopo il rigetto della via penale, il Real Madrid ha presentato una causa civile, che è stata ora completamente respinta.
Questa sentenza è una pronuncia di primo grado e non è ancora definitiva. È possibile presentare ricorso entro 20 giorni lavorativi dalla data di notifica. LaLiga continuerà a difendere la legalità dei suoi accordi, a rispettare l'autorità degli organi di governo della competizione e ad attuare misure che contribuiscano a valorizzare e migliorare la qualità del prodotto audiovisivo a beneficio di tutti i club.
Tradotto dall'IA.
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