Secondo il Mundo Deportivo spagnolo, il tribunale si è recentemente pronunciato a favore degli accordi precedentemente stabiliti dalla LaLiga, ritenendo che gli accordi non violino l'ordinamento giuridico vigente e respingendo la causa intentata dal Real Madrid.

Il tribunale ha riscontrato che gli accordi sono stati formulati in conformità ai poteri espressamente autorizzati dall'articolo 5.4 del Regio Decreto 5/2015 e che le relative proposte erano state precedentemente approvate dall'organo di gestione e supervisione dei diritti televisivi e dal Consiglio di Amministrazione della LaLiga, raggiungendo la maggioranza statutaria prescritta, ovvero i due terzi dei voti.

LaLiga ha dichiarato in un comunicato ufficiale che l'attuale sistema di distribuzione non si basa esclusivamente sugli indici di ascolto, ma tiene conto di molteplici fattori. Una parte della distribuzione dei ricavi rimane legata alla performance di audience televisiva del club, mentre un'altra parte dipende dalla partecipazione volontaria dei club a misure per migliorare la qualità dei contenuti audiovisivi della LaLiga, considerando anche i relativi dati di audience.

LaLiga ha sottolineato che la sentenza del tribunale conferma che il Regio Decreto 5/2015 conferisce all'organo di governo della lega il potere di stabilire i criteri per la distribuzione dei ricavi televisivi. La legge non limita il concetto di "ricavi ottenuti dalla commercializzazione delle trasmissioni televisive" né impone che i criteri di distribuzione debbano basarsi esclusivamente sugli indici di ascolto.

Il tribunale ha inoltre evidenziato che il nuovo meccanismo di distribuzione formulato dalla LaLiga è essenzialmente un sistema di incentivi basato sulla partecipazione volontaria dei club. Di conseguenza, questo sistema non priva i club della proprietà dei loro diritti audiovisivi, né limita la loro possibilità di sviluppare altri interessi commerciali audiovisivi al di fuori delle trasmissioni obbligatorie.

In definitiva, il tribunale ha rigettato il ricorso del Real Madrid per "abuso di diritto", stabilendo che gli accordi sono stati legalmente adottati dagli organismi autorizzati e disponevano di una base ragionevole sia nella definizione degli obiettivi che nei meccanismi di attuazione. Allo stesso tempo, il Real Madrid non ha presentato prove tecniche sufficienti a dimostrare le specifiche perdite economiche che asseriva.

Questa sentenza scaturisce da una serie di procedimenti legali precedenti intentati dal Real Madrid contro gli stessi accordi. Dopo il rigetto delle relative denunce penali, il Real Madrid ha successivamente ricorso a procedure di contenzioso civile, nella speranza di contestare la legittimità del meccanismo di distribuzione.

Tuttavia, LaLiga ha confermato che questa sentenza di primo grado non è ancora definitiva ed efficace e il Real Madrid ha ancora il diritto di presentare ricorso entro 20 giorni lavorativi dalla notifica della sentenza.

Tradotto dall'IA.

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