Secondo La Gazzetta dello Sport, il tecnico del Milan Amorim ha escluso Nkunku dalla prima squadra, con il francese che è passato da giocatore chiave a obiettivo di un'epurazione.

Basti pensare che, il giorno del suo rientro a Milanello per il ritiro precampionato, era leggero, perfino molto magro. Questo è senza dubbio il miglior biglietto da visita che un giocatore possa presentare a un allenatore al rientro nel club. Tuttavia, qualcosa è chiaramente successo, e non è stato piacevole, nel mese tra il suo rientro in allenamento e la decisione finale di Amorim. Potrebbe non esserci stato un singolo incidente particolarmente eccezionale, ma piuttosto una valutazione complessiva. Perché dall'esterno, comunque la si guardi, la panchina di Nkunku è una sorpresa enorme, anche per lui stesso.
Nkunku aveva già vissuto il dispiacere dell'esclusione di Deschamps dalla rosa della Coppa del Mondo quest'estate e aveva visto la nuova stagione come un'opportunità per rilanciare la sua carriera, ambizione e spirito combattivo. Infatti, dopo una prima stagione tumultuosa con i rossoneri—più bassi che alti, ma con un'impennata di fine stagione che aveva offerto speranza—Nkunku sembrava essere uno dei capisaldi della ricostruzione della squadra. Era (ma in questa storia, tutte le affermazioni "era" non sono chiaramente più valide) perfettamente adatto alla formazione 3-4-2-1 di Amorim: sul lato destro del centrocampo offensivo, in coppia con Pulisic, per formare un attacco incentrato su abilità e creatività. Era (anzi) anche uno dei pochi titolari prevedibili per la prima partita di campionato del Milan in trasferta contro il Torino.
Tuttavia, il viaggio finisce qui. Già ieri, a Nkunku è stato chiesto di allenarsi da solo per motivi tecnici, insieme ad altri giocatori in fase di epurazione, come Tomori, Fofana e Odogu. Non è stato incluso nella rosa per l'amichevole contro il Manchester United, e se rimarrà a Milanello, non parteciperà alla partita di campionato in trasferta contro il Torino. In questa situazione, è difficile dare una risposta esatta a meno che Amorim non sia disposto a fornire una spiegazione dettagliata. Si può solo leggere tra le righe, speculare su voci esterne e cogliere frammenti di informazioni. Da questo emergono due fattori. Il primo è proprio legato al suo potenziale contributo in quella zona, che il tecnico ritiene non abbia soddisfatto. Durante l'estate, Amorim lo ha visto giocare metà partita contro il Milan Future, il Derby di Milano e il Chelsea. La capacità tecnica di Nkunku non è certo il problema; il problema risiede nella sua intensità, nel suo lavoro senza palla e nella sua velocità di passaggio (sarebbe interessante discutere la prestazione di Ruben Loftus-Cheek in quella posizione). Il concetto di intensità è stato menzionato anche in allenamento, ed è chiaro che questo alla fine ha portato il tecnico a non voler più lavorare con lui.
Tradotto dall'IA.
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