In sole tre settimane, il panorama politico del calcio internazionale ha subito un drammatico ribaltamento. Gianni Infantino, il Presidente della FIFA, inizialmente in una posizione precaria e sull'orlo di essere estromesso, ha superato con successo la crisi grazie alla sua decennale coltivazione di una rete di contatti e al forte sostegno dei blocchi arabi e africani guidati dal Marocco.

Vedendo che Infantino non poteva essere rovesciato, l'opposizione, guidata dalla UEFA, è stata costretta ad aggiustare la sua strategia: invece di insistere sulla sua estromissione, hanno optato per "ridurre il suo potere" attraverso una riforma istituzionale, abolendo l'autorità assoluta del Presidente FIFA.
Il fulcro di questa crisi politica è stato il piano altamente controverso di Infantino — un tentativo di vendere il 20% della proprietà commerciale degli eventi FIFA, come la Coppa del Mondo FIFA, per introdurre capitale privato. Questa proposta, portata avanti senza sufficiente comunicazione, ha immediatamente scatenato un'ondata di opposizione nel calcio mondiale. UEFA, AFC e Concacaf hanno rapidamente formato un'alleanza anti-Infantino, chiedendo apertamente un cambiamento nella leadership della FIFA. Diverse associazioni calcistiche europee hanno progressivamente ritirato il loro sostegno alla sua rielezione, e la Francia ha recentemente ufficialmente disertato, spingendo la crisi al suo culmine.
All'epoca, negli ambienti calcistici si credeva ampiamente che l'influenza di Infantino fosse finita e che la sua estromissione fosse inevitabile. Un alto funzionario del calcio coinvolto nei negoziati segreti ha ammesso: "Tre settimane fa, tutti pensavano che fosse completamente finito. Nessuno si aspettava che il sistema di lealtà e la complessa rete di connessioni che aveva coltivato per dieci anni sarebbero stati così solidi, quasi inamovibili."
Il punto di svolta critico della situazione è stato il vertice di emergenza a Rabat, in Marocco. Il Marocco, insieme a numerose associazioni calcistiche africane e arabe, ha sostenuto fermamente Infantino, diventando il suo più forte alleato e contrastando completamente la pressione delle associazioni calcistiche europee e americane. Dopo questo incontro cruciale, il Segretario Generale della FIFA Fatma Samoura ha espresso pubblicamente il pieno sostegno a Infantino, segnalando che il rischio immediato della sua rimozione era completamente scongiurato.
Con la crisi risolta, l'opposizione ha pienamente riconosciuto la realtà, abbandonando l'obiettivo radicale di "rovesciare Infantino" e adottando invece una strategia più pragmatica e in definitiva più efficace: nessun cambio di persona, solo riduzione del potere. Tutte le parti si stanno ora concentrando sulla riforma istituzionale della FIFA, mirando a privare il Presidente FIFA dell'autorità assoluta rivedendo gli statuti e migliorando i meccanismi di governance, limitando così fondamentalmente la sua influenza personale e ponendo fine all'era in cui una sola persona domina la politica calcistica.
Questa lotta di potere nel calcio continua; Infantino ha temporaneamente assicurato la sua posizione, ma la sua autorità personale è stata significativamente diminuita, e la ristrutturazione del potere all'interno della FIFA è ufficialmente iniziata.
Tradotto dall'IA.
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