Secondo Calcio e Finanza, che cita Tuttosport, la controversia sulla mancata registrazione di Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) sta aumentando. La questione dovrebbe essere portata davanti al Consiglio Nazionale del CONI martedì prossimo. In uno scenario estremo, esiste la possibilità teorica che la FIGC possa addirittura essere temporaneamente posta sotto commissariamento.

In precedenza, Ugo Taucer, procuratore generale dello sport del CONI, aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dall'organo inquirente della FIGC, guidato da Giuseppe Chinè, modificando la situazione di Malagò.
Dopo aver partecipato a una riunione prestabilita della Lega Serie B, Malagò ha ribadito di non essere preoccupato: "Sono sereno". Ha anche sottolineato che c'erano "precedenti molto chiari" su questa questione.
Il cuore della disputa è l'articolo 29 dello Statuto della FIGC. Secondo questo articolo, ricoprire una posizione nella Federazione richiede "la conformità alle normative in materia di tesseramento".
L'ufficio legale e la segreteria della FIGC avevano precedentemente interpretato questo nel senso che il regolamento non richiede necessariamente che il titolare della carica sia tesserato, ma piuttosto che, qualora esista un rapporto di tesseramento corrispondente, l'individuo deve garantire che il suo status di tesserato sia conforme ai regolamenti.
Questa interpretazione è stata adottata anche in altri procedimenti in passato ed è diventata un'importante base per la difesa di Malagò.
Tuttavia, la questione è riemersa dopo una denuncia presentata da Renato Miele, che in precedenza aveva tentato di candidarsi come candidato alle elezioni presidenziali della FIGC. Taucer ha ora richiesto ulteriori indagini all'organo inquirente della Federazione e ha anche inoltrato il materiale pertinente al Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, per sua informazione.
Pertanto, la questione potrebbe essere inclusa nell'ordine del giorno del Consiglio Nazionale del CONI martedì prossimo, anche se non è ancora certo se il Consiglio voterà immediatamente in merito.
Se il CONI dovesse infine determinare che la conferma dell'eleggibilità di Malagò a candidarsi per la presidenza della FIGC costituisce "una grave irregolarità nel funzionamento della Federazione", potrebbe teoricamente aprire la strada a un commissariamento temporaneo della FIGC.
Tuttavia, il rapporto sottolinea che questo rimane solo un potenziale scenario estremo e non significa che il CONI abbia deciso di adottare tale misura. Se il processo di commissariamento dovesse essere avviato, lo stesso Buonfiglio è anche considerato un possibile candidato per gestire temporaneamente la FIGC.
Buonfiglio rimane cauto, affermando: "Non avrei mai pensato che questa questione sarebbe davvero entrata in un procedimento formale. Valutarla seriamente non è un diritto, ma una responsabilità".
Se il CONI dovesse infine agire contro la Federazione, Malagò è pronto a difendere la sua posizione attraverso un ricorso. D'altro canto, se il CONI decidesse di non agire, ciò potrebbe infiammare ulteriormente la controversia istituzionale, in quanto è esso stesso supervisionato da organismi competenti.
Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato: "Tutti hanno chiare le regole". Si è anche descritto come "un osservatore che rispetta le procedure ma è molto attento ad esse".
Da un punto di vista legale, la questione del tesseramento in precedenza non sembrava essere considerata un ostacolo assoluto alla candidatura alla presidenza della FIGC, e la FIGC ha anche alcune peculiarità nella sua configurazione istituzionale rispetto ad altre associazioni sportive.
Il rapporto fa riferimento anche alla situazione in cui Gabriele Gravina fu eletto per la prima volta presidente della Federazione. A quel tempo, Gravina era presidente della Lega Pro e, secondo l'articolo 10 delle norme organizzative interne della FIGC, il suo status era considerato equivalente a quello di una persona tesserata. Questo precedente complica ulteriormente l'interpretazione giuridica della clausola pertinente.
Inoltre, questa questione è anche legata al rapporto tra calcio e politica. Alla domanda se ci fossero forze politiche dietro l'incidente, Malagò non ha fatto accuse dirette ma ha dichiarato: "Da mesi, alcune persone stanno cercando di perseguire strade diverse dal meccanismo del consenso elettorale".
Tradotto dall'IA.
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