Secondo Football & Finance, il disaccordo tra il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) si è intensificato sulla questione del possibile commissariamento della FIGC. Oltre alla legittimità e alla razionalità del commissariamento stesso, le due parti sono attualmente in disaccordo su chi sia idoneo a votare e se condurre una votazione pubblica o segreta.

Secondo il Corriere della Sera, la riunione decisiva si terrà martedì 6 ottobre alle ore 13:00 al Foro Italico di Roma. Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, sottoporrà prima il possibile commissariamento della FIGC al Comitato Esecutivo per la discussione, e poi al Consiglio Nazionale per la delibera. La disputa è nata dal mancato completamento della registrazione di iscrizione da parte di Giovanni Malagò quando si è candidato alla presidenza della FIGC.
La prima questione da risolvere è quali membri abbiano il diritto di voto. Un punto di contesa è Elisabetta Spina, eletta membro del Consiglio Nazionale del CONI come rappresentante degli allenatori. Il CONI ritiene che non possa partecipare a questa votazione, mentre la FIGC ha l'opinione opposta.
Un'altra persona in questione è la Vicepresidente del CONI Diana Bianchedi, che si è recentemente dimessa da capo delegazione della nazionale italiana dopo alcune dichiarazioni del Ministro dello Sport Andrea Abodi. Poiché la Bianchedi ha lavorato precedentemente per la FIGC, se qualcuno sollevasse preoccupazioni riguardo a un conflitto di interessi o incompatibilità di incarichi, la sua idoneità al voto potrebbe diventare un punto focale della discussione.
Ciò influenzerà direttamente il numero dei voti. Nelle circostanze attuali, potrebbero partecipare al voto 14 membri; se a Elisabetta Spina fosse concesso il diritto di voto, il numero aumenterebbe a 15. Tuttavia, che siano 14 o 15 membri, sono necessari almeno 8 voti per approvare il commissariamento della FIGC.
Le due parti sono in disaccordo anche sul metodo di votazione. Il CONI propende per una votazione pubblica, mentre la FIGC spera di adottare una votazione a scrutinio segreto.
Nel frattempo, la disputa sulle opinioni legali tra le due parti continua. Buonfiglio ha dichiarato che fornirà ai membri degli organismi CONI competenti pareri legali di quattro esperti legali su questo caso per aiutarli a prendere una decisione. La FIGC, d'altro canto, si sta preparando a presentare altri cinque pareri legali, che tendono a suggerire che il requisito di registrazione di iscrizione contestato di Malagò non fosse una condizione necessaria per la sua candidatura.
Malagò aveva precedentemente ricevuto il sostegno della Lega Serie A, e ora anche la Lega Serie C si è pubblicamente opposta al commissariamento della FIGC. Malagò stesso può partecipare alla discussione della riunione e parlare, ma deve lasciare la sede durante la votazione ufficiale.
Secondo la procedura descritta nel rapporto, se il Comitato Esecutivo del CONI dovesse infine decidere di proporre il commissariamento e questo fosse approvato da una votazione del Consiglio Nazionale, Malagò perderà la sua posizione di presidente della FIGC e potrà ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport. A quel punto, Buonfiglio ricoprirà il ruolo di commissario ad interim e dovrà organizzare nuove elezioni per la presidenza della FIGC entro 3 mesi.
Pertanto, l'attuale disputa tra CONI e FIGC non si limita più alla questione della registrazione di iscrizione di Malagò durante la sua candidatura, ma si è ulteriormente estesa alla composizione degli elettori, al metodo di voto e alle basi legali citate da ciascuna parte. La riunione del 6 ottobre sarà un momento cruciale per determinare il prossimo sviluppo di questa disputa.
Tradotto dall'IA.
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