La leggenda dell'Inter Giuseppe Bergomi ha dichiarato in un'intervista che la Roma ha la forza per lottare per lo scudetto e che lo stile di movimento di Malen ricorda quello di Ronaldo.

Parlando di Lautaro e Malen, Bergomi ha detto: "Oggi c'è un altro attaccante di livello in Serie A. La forza di Lautaro risiede nella sua mentalità, mentre Malen sa fare bene tutto".
Sulla difficoltà nel difendere contro Malen, Bergomi ha risposto: "Gli attaccanti di Gasperini segnano sempre, ma Malen ha anche le sue qualità. Prima di trasferirsi, ha chiesto: 'Se vengo, mi farai giocare da centravanti?' Ed è esattamente così che Gasperini lo impiega".
"Ricordo ancora il suo esordio a Bergamo. Può attaccare su diverse linee, sia in profondità che in ampiezza per liberarsi dai difensori. Con queste capacità, più un eccellente primo tocco, segnare diventa molto facile".
Alla domanda se Malen possegga il tiro di Batistuta, l'istinto di Vialli, il movimento di Henry e la capacità di leggere il gioco di Milito, Bergomi ha risposto: "Malen è unico e racchiude le caratteristiche di molti grandi marcatori. Non dico che mi ricordi l''Alieno' Ronaldo, ma il suo movimento e la sua fisicità sono simili a quelli di Ronaldo".
"Malen è bravo a giocare in spazi stretti, capace di sfuggire ai difensori, attaccare la profondità, dialogare con i compagni e finalizzare. Le sue caratteristiche tecniche sono molto complete, anche se non è particolarmente alto, a differenza dei tipici centravanti di 1,90 m che vediamo oggi".
Riguardo al suo precedente ruolo di esterno in Inghilterra, Bergomi ha detto: "Il calcio è sempre determinato da vari fattori. Nella stagione in cui abbiamo vinto lo scudetto all'Inter, inizialmente avremmo dovuto ingaggiare Maiga, ma Dias è arrivato all'ultimo momento e ha cambiato tutto".
Parlando degli attacchi delle varie squadre di Serie A, Bergomi ha detto: "L'attacco del Frosinone mi ha impressionato, mentre Milan e Juventus hanno ancora qualche lacuna. Hojlund forse tiene troppo palla con le spalle alla porta al Napoli, ma rimane comunque un giocatore di altissimo livello. Sono anche curioso di vedere come si comporterà il Como quando Kean avrà più spazio".
Alla domanda se il Como, allenato da Fabregas, potesse unirsi alla corsa allo scudetto, Bergomi ha detto: "Dobbiamo vedere come si comporterà il Como giocando su due fronti, ma le loro partite sono davvero molto affascinanti. Nel complesso, non c'è un grande divario tra l'Inter e le altre squadre. Juventus e Milan hanno la responsabilità di lottare per il titolo, e anche Roma e Napoli sono in ottima forma. Anche Gattuso sta facendo molto bene alla Lazio".
Riguardo all'Inter che rimane imbattuta nonostante sia stata sotto di due gol, Bergomi ha detto: "Questa è un'arma a doppio taglio. Da un lato, ti senti invincibile; dall'altro, la fortuna non ti assiste sempre".
Alla domanda se la Roma sia la sfidante più credibile, Bergomi ha detto: "Assolutamente. La Roma ha una difesa solida, un centrocampo fisicamente forte e giocatori molto talentuosi in attacco".
Sulle tendenze difensive, Bergomi ha detto: "Il calcio sta ritornando alla marcatura a uomo. Gasperini rimane il miglior rappresentante di questo stile, e il Frosinone, allenato da Alvini, sta seguendo lo stesso percorso".
Sul cambiamento nel ritmo della Serie A, Bergomi ha detto: "I giocatori protestano meno, si rialzano più velocemente dopo una caduta, e il ritmo di gioco è aumentato. Lo stesso vale per le squadre giovanili. Quando allenavo l'Under 17, potevo vedere i giovani imitare gli adulti, sia negli aspetti positivi che in quelli negativi. Spero che questa tendenza continui. Il mio amico Vialli una volta ha detto che le filosofie calcistiche invecchiano rapidamente".
Riguardo al fatto che gli arbitri dovrebbero incoraggiare il proseguimento del gioco più spesso, Bergomi ha detto: "Secondo me, gli arbitri dovrebbero fischiare più falli, altrimenti il calcio si trasformerà in rugby. Comunque, non credo che il VAR sparirà".
Sul rinnovato focus della nazionale italiana sui giovani giocatori, Bergomi ha detto: "Questo è ciclico. Qualcosa di simile è accaduto dopo i Mondiali del 1974, quando arrivarono Bernardini e Bearzot, e giocatori come Gentile e Antognoni iniziarono a emergere. Ora sono molto interessato a Romano, e presto vedremo Piccilli e Favasuli. La squadra italiana deve sperimentare e forse accettare con serenità le sconfitte nelle fasi iniziali".
Tradotto dall'IA.
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